8月25日
Sono passati ormai ben dieci
anni da quando l'orchestrona della taranta suona e fa divertire migliaia di
persone davanti all'ex convento degli Agostiniani, in Melpignano. Sempre più
acclamato ed atteso, anche quest’anno ci sarà il "rito" (anche se di
rituale e tradizionale ha ben poco) e a molti questo non va giù, me compreso. Premettendo
che non voglio addentrarmi nei discorsi economici tra l'organizzazione Notte
della Taranta e le varie amministrazioni pubbliche (compresa l'Unione Europea),
il mio desiderio è far capire, a chi si interessa di musica popolare e al tempo
stesso segue annualmente questo evento stratosferico, il principio che sta alla
base del concertone della Taranta.
In parole povere, LI' NON C'E'
LA VERA PIZZICA. Eh si, perché innanzitutto la musica eseguita è adattata ai
gusti del maestro concertatore e spesso viene snaturata dalle esecuzioni di
brani di artisti ospiti.
Un’altra motivazione: la pizzica
e la musica popolare non si possono esprimere su un palco megagalattico e
attraverso le amplificazioni, ma per tradizione trovano il loro contesto
perfetto in un ambiente semplice e sincero. Per specificare meglio vi parlerò
della ronda. La ronda è un cerchio fatto di persone che spontaneamente si
aggregano, suonando e cantando secondo le loro conoscenze, chi il tamburello,
chi l'organetto, chi la chitarra, insomma si viene a creare una situazione di
gioia e divertimento che coinvolge anche i più restii.
I veri protagonisti della ronda
però, sono i ballerini, che alternandosi a coppie nel cerchio, ballano la pizzica
pizzica e soprattutto danno un senso all’esistenza della ronda.
La pizzica quindi è una danza di corteggiamento che sta perdendo la sua
eterogenicità in quanto numerosi “ballerini”
la riducono a 1-2 passi ripetuti fino all'ossessione, come spesso capita durante
il concerto della Taranta, per non parlare della ragazze perizomate che si
scatenano menando cosce all’aria e mostrando tutto ai divertiti e eccitati presenti.
E' quindi facile capire che in questi anni siamo assistendo ad una
BANALIZZAZIONE della pizzica, intesa come una moda che si coltiva d'estate e si
accantona d'inverno, per poi riprenderla l'estate successiva. No, non è così
che deve succedere.
Non dico alla gente di non divertirsi, ma purtroppo la verità è che la pizzica
ha acquistato e sta acquistando fama, anzi è sputtanata e credo che se
continuerà così finirà nel dimenticatoio.
E capita spesso che gente che non conosca la pizzica, bolli qusta come roba da
comunisti e alternativi, per non parlare dei punkabbestia che sembra la
utilizzino per sballarsi ancora di più ...questa è anche colpa della Notte della
Taranta che da all'opinione pubblica tale impressione.
Concludo che con questo mio
explicit non voglio tacciare di ignoranza chi vuole divertirsi a passare una
notte (in bianco) a Melpignano...semplicemente invito chi veramente sente un
interesse per la pizzica e la musica popolare, ad approfondire, ad andare oltre
gli eventi sputtanati, a sentire tanti gruppi impegnati, ad imparare uno
strumento (come per me il tamburello) e prima di tutto a CERCARE LE RONDE nelle
piccole e sentite feste di paese, in Salento.
E...ragazzi, ballatela la
pizzica, divertitevi, ma evitate di giudicarla con leggerezza perché non si
scherza con la cultura popolare...senza di lei non avremmo radici!
Per
chi volesse approfondire il discorso musica popolare ecco qui il link: www.pizzicata.it , portale ricco di spunti
e di un forum attivo dove imparare a capire qualcosa di più.