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    26 Juni

    Il VERO Dante agli esami

    Spinto da odii insanabili , torno a pubblicar un'altra mia creazione, ispirata al  VII Canto dell'Inferno della Divina Commedia.

    Qui  Io (Dante) e il  mio compagno Michele (Virgilio) attraversiamo il girone degli Avari , facendo strani incontri...

    Canto scritto in terzine di endecasillabi a rima incatenata (mammamè), ogni riferimento, persona o fatti sono "ingenuamente" casuali, da notare il finale.

    A voi!

     

     

     

     

    Fè l’alba e ci mettemmo a vagar

    nel giron dei avari di consilio

    che sponte Michel prese a svarionar

    bestemmie dicendo con voce d'elio

    diritte ad un vetusto professor.

    Costui rendea la vita ardua tanto

    che neanche lo volle il Signore,

    a noi sembrò tutto fuorché santo

    anche se barba candida e pia

    avea, or ora la verità del canto:

    mostravaci un indole d’arpia,

    sempre con l’occhio vispo nelle prove

    che lo scopiazzar era utopia

    e timor generava ogni d’dove.

    Io da umil studente mi avvicinai

    e lui fè: - Dai consegna son le nove! -

    Capii che pazzo era e m’allontanai

    ma l’om salzò e mi rincorrea

    e io, pigliata na verga, lo menai,

    cosicché sul peccato riflettea.

    Ma egli continuò a dir cazzate

    -Sono educator - ei adducea,

    - Non posso tollerar voi che copiate,

    porco Giuda nessun v’aiuterà!

    Indi speranza in me non abbiate! -

    Michel disse: - La Palio ti costerà,

    che all’albeggiar d’un giorno futuro

    la bolgia di festaioli là verrà

    ad ammaccar con bastone duro.

    Niuna pace vi sarà che i fumi

    d’erbe e di un rum ben maturo,

    lo strobo e musica che frantumi,

    aiuteran la Frangia e fedeli

    a perdere della Ragion i lumi -

    Infin costui lasciammo da crudeli

    e forti nelle nostre convinzioni,

    e trovam altri animi aneli

    di chissà quali prof gran mascalzoni.

    Laggiù vidii che niun potea mangiar

    e Mik scartoffiò dei panini boni

    ma così boni che ti fan viaggiar

    e li demmo a costoro, affinché

    “Dona al prossimo” potean rimembrar.

     

     

    Con affetto, Jackochan

    18 Juni

    Preparazione per l'esamuzzo

    Le 10 regole d'oro:

    1. Dormire almeno 8 ore ogni notte;
    2. Fare una prima colazione abbondante al mattino;
    3. Bere molti liquidi durante la giornata per combattere il caldo;
    4. Fare 15 minuti al giorno diattività fisica: corsa, stretching, esercizi di postura;
    5. Non fumare;
    6. Evitare sostanze stimolanti;
    7. Evitare il consumo di ansiolitici e sostituirli con tisane tiepide a base d'erbe;
    8. Evitare il consumo di alcolici;
    9. Non studiare con la tv accesa o altri rumori. Qualcuno riesce a studiare con la musica: preferite comunque un sottofondo senza parole;
    10. Fare schemi e diagrammi riassuntivi per aiutare la memoria.

     

    Da punto di vista dell'alimentazione è consigliabile tenersi leggeri evitando il consumo di cibi dalla digestione complessa (fritti, proteine combinate a carboidrati) e invece prediligendo una dieta ricca di cereali integrali, legumi, frutta e verdura.

    La cena prima degli esami dovrebbe essere consumata a un orario adeguato (non più tardi delle 22) in modo da favorire la digestione e un sonno tranquillo. Un consiglio: fatevi na bella pizza o un piatto di pasta perchè gli amidi contengono dei neurotrasmettitori che generano serotonina (l'ormone della felicità), in questo modo sarete rilassati e pronti alla prova...

     

    Jackochan

    09 Juni

    Schizzo poetico-ironico :P

    "Convivio tra alunni di qualità"

    Sonetto di Giacomo "Jack Pizzo" Sorressa, tratto dalla raccolta de "La poetica della mezzatonda", edizioni Frangiamultimedia, 2007.

     

     

     

     

     

    Lieti partecipanti del convivio

    che ieri consumato fu con gran diletto,

    dedicato a voi è questo sonetto

    che mi appresto a dir da savio.

     

    In principio si arrivò intra a questa casa

    ove tutto rammenta l'antico e l'ameno

    non v'è niuna cibarie da meno

    giacchè frangia fu fatta a far tabula rasa.

     

    Riposate le membra e ravvivato lo spirto,

    voce comune calici di vino fè riempire,

    tosto mesciai primitivo che pur i morti fa rinveire

    e frattanto giunse Vincenzo col pelo irto.

     

    L'omo era sano e robusto, a dir vero brullo,

    cea pure un garzoncello, calvo gaio e bello,

    cui nome risuona musicando nel cervello

    ma che ira provocò in amerigano bullo.

     

    A dir la veritas lieta fu la presenza

    di atre du donne, culte, feconde et forestiere:

    l'una Teresa che dell'asintoto fè suo mestiere

    e l'altra Stefania, occhè pazienza!

     

    E cena fu: carni, pani e ortaggi

    chiacchier lecchine a cacalupo,

    le anziane girate di capo di un guido cupo cupo

    gran produttor autoctono de sani formaggi.

     

    Lo stomaco ormai era sazio e saturo

    che tonio il direttor dei musici, gran bel culo,

    prese a far pazziar la folla col renculo

    de soni dell'Emmanuel Inglese, dj maturo.

     

    Giunse al seguir il momento dei risi

    alchè ego mi accinnsi con fare burlone

    a mimar de docenti le gesta ed il tormentone

    special modo di Enzo e di Lia in crisi

     

    che a suo solito è isterica a sorridere

    col brazo disteso e teso e secco

    e frattanto attacca a riprendere, ecco,

    noi dannati e ybricondi a suo parere.

     

    Arrivò il momento de commiati e de baci

    e di botto gran parte partì a rincasare

    che il dì successivo da bravi secchioni deano studiare

    ma li affiliati de la Frangia rimasero vivaci

     

    e ordiron d'andare tutti insiem alla onirica casa

    ove tutto inizia e tutto finisce,

    a pijiar un cafè per sonno che stordisce

    e a mimar gli atti de la rovina del ciambellon de rosa la zasa.

     

    Lascio a voi na frase chiara et all'altezza

    a voi che amo come fratelli

    a voi che siete giovini e belli

    Chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza!

     

     

     

    Dedicato alla III C, anno scolastico 2006/2007.

    Vi voglio bene, anche se a volte sono cattivello...

    Per ulteriori spiegazioni sulla metrica e sulle figure retoriche della poesia contattate il sottoscritto o Dominica Sapiens...

     

     

    Il vostro aficionado Jackochan